La lettera di Ugolino

Induce a riflettere il fatto che, alla sua morte, Ugolino da Segni, vescovo di Ostia e futuro Papa Gregorio IX, scrisse una singolare e lunga lettera agli abati e ai fratelli dei monasteri cistercensi di Fossanova, Casamari e Salem (in Germania), lamentando il loro silenzio su quest’uomo “pater et dominus frater Rainerius, memoriæ venerandæ“, frate Raniero, padre e signore, di veneranda memoria.

Qui sorgono importanti interrogativi: Ugolino di Segni era uomo colto e istruito, veniva da una famiglia illustre ed era stato nominato Cardinale, ancor giovane, dallo zio, Innocenzo III. Sarebbe diventato Papa, col nome di Gregorio IX, legato alle figure di san Francesco, santa Chiara, san Domenico.

Perché allora la morte di Raniero lo colpì così profondamente?  In un ambiente papale nel quale non mancavano certamente teologi, confessori, consiglieri, chierici, dotti di ogni genere, la morte di Raniero è così sconvolgente, tanto da far dire, nella stessa lettera, che “il sole è caduto dal cielo“?